Mauro Morello: “Cisterna deve ripartire dai Giovani. Bisogna saperli ascoltare”

Mauro Morello classe 1971. Sposato e papà di Andrej. Da 18 anni iscritto all'albo dei consulenti finanziari. Specializzato in analisi dei bisogni e problem solving. Fa parte per molti anni dell'azione Cattolica, nella quale ricopre anche il ruolo di responsabile giovani.

Perché in questo momento storico hai scelto di candidarti per il Partito Democratico, qual è stata la leva che ti ha convinto definitivamente?

Me lo hanno chiesto in molti. La mia estrazione culturale è sempre stata legata alla Sinistra italiana. Mio padre, Sante, ha sempre dedicato il suo tempo al servizio della comunità. È stato sindacalista FIOM, poi Presidente della Circoscrizione di San Valentino, quindi Presidente provinciale prima dello SPI CGIL e poi dell’Auser – Associazione per l’invecchiamento attivo. A lui l'impegno per la Farmacia Comunale, il parco di San Valentino e, non ultima, la gestione del Centro Polivalente fino al 2007.

Posso dire quindi che il valore della solidarietà l'ho ereditato da lui. Ora che sono papà credo fortemente che bisogna mettersi in discussione cercando di segnare, con il proprio impegno personale, la vita del proprio paese.

Se facessi parte della prossima maggioranza, dopo le imminenti Amministrative, quale punto affronteresti per primo?

Cisterna ha necessità di molte cose: risolvere il passato, gestire il presente, pensare al futuro. Bisogna innanzitutto risolvere quello che il passato ci ha lasciato in eredità. Trovare soluzione alle famose buche, ridare un senso allo sport riqualificando gli impianti presenti sul territorio: da quelli di San Valentino, allo Stadio Bartolani, senza tralasciare tutti quegli impianti che insistono nelle zone periferiche affinchè possano diventare luoghi di aggregazione.

Poi il presente: pensare alla viabilità, al decoro del verde pubblico. Ampliare la raccolta differenziata che porterebbe grande vantaggio per l’intera comunità.

Infine, ma non per ultimo, dobbiamo rivolgere fortemente le nostre attenzioni ai Giovani. Uno studio fatto dalla passata Amministrazione, prima che scoppiassero gli scandali, ha messo in risalto che il 42% della popolazione è interessata da ‘analfabetismo funzionale’, ovvero è in grado di leggere e scrivere ma con difficoltà nel comprendere ciò che legge. Bisogna quindi investire in cultura, creare nuove sinergie sane tra Amministrazione, Associazionismo, Cittadinanza, realizzare momenti di crescita culturale che porti anche alla riscoperta delle proprie radici.

In che modo metteresti al servizio le tue competenza professionali, per migliorare la situazione e le opportunità della nostra Città?

Dobbiamo permettere alla nostra comunità di concretizzare le proprie idee creative. La creatività è in grado di portare occupazione. Studiando le economie evolute si nota con chiarezza che l’imprenditorialità porta benessere. Dobbiamo quindi mettere a disposizione, soprattutto dei giovani, le migliori risorse di imprenditoriali presenti sul territorio che, grazie alle loro competenze, possano ‘guidare’ la nascita delle start up. È altresì imprescindibile la necessità di creare una task force permanente, disponibile al pubblico, preparata sul tema dei fondi all’imprenditoria, europei, statali o regionali, in grado di intercettare le opportunità favorevoli alla realizzazione delle nuove idee di impresa.

La tua esperienza, quasi ventennale, come consulente finanziario, ci fa venire in mente i temi ricorrenti in questi giorni: uscita dall’euro e la crescita dello spread. Qual è la tua opinione in merito?

Questa domanda esula un po' dal mio impegno amministrativo ma in questi giorni mi è capitato molto di affrontare il discorso con diversi conoscenti. I due argomenti, intanto, sono distinti. 

Lo spread è il differenziale di rendimento che esiste tra i Titoli di Stato di due Paesi. I Titoli di Stato sono obbligazioni emesse da uno Stato per finanziare il proprio debito pubblico, ovvero le attività e i servizi a favore dei propri Cittadini. In ambito Europeo il Titolo di Stato preso a riferimento è il ‘bund’ tedesco perché la Germania è il Paese economicamente più solido. In Italia il Titolo di Stato di riferimento è il BTP. Lo “spread”, per l'appunto, è quanto di più deve rendere il BTP italiano rispetto al bund per essere appetibile sul mercato. Quindi più solida è l’economia di uno Stato più basso sarà l’importo da restituire allo Stato estero che ha comprato i nostri Titoli di Stato.

Le politiche economiche in grado di dare stabilità al Paese, ai conti pubblici, aiutano a diminuire la spesa e quindi la necessità per lo Stato di indebitarsi.

Uscire dall’Europa? Non pensiamo che sia come per la ‘Brexit’ della Gran Bretagna. Ricordiamoci che gli inglesi hanno la Sterlina e non l’Euro. Quindi, per un Paese come l’Italia, l’uscita dall’Euro comporterebbe molti problemi all'economia e agli Italiani, per 3 motivi:

a. La fuga dei Capitali esteri. Gli imprenditori stranieri sposterebbero i propri soldi dove la valuta è più forte e stabile;

b. uscire dall’Euro e tornare alla Lira svalutata, sarebbe buono per le esportazioni italiane. Vorrebbe dire vendere i nostri prodotti all’Estero a prezzi più bassi degli altri Stati per gli stessi prodotti. Ma ricordiamoci che noi siamo grandi importatori di materie prime e di energia. In quel caso la nostra moneta debole aumenterebbe i nostri costi.

c. il debito: chi possiede Titoli del debito italiani (Titoli di Stato) difficilmente accetterebbe di convertire i propri crediti con l’Italia in una moneta diversa dell’Euro, perché andrebbe a realizzare meno. Questo potrebbe far aumentare ancora di più il rapporto Debito/PIL e renderebbe più difficile reperire altro denaro sul Mercato per finanziare le spese dello Stato. Ciò potrebbe voler dire peggiori servizi al Cittadino e forti tagli alle spese.

Credo che i problemi debbano essere risolti sui tavoli europei. Non uscendo dalla porta ma alzando la voce e migliorando una visione d’Europa che fin qui è sembrata troppo austera e attenta più a controllare i conti che allo sviluppo dell’intera area.

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