Silenzio sulla Casa della Salute e sul PPI solo chiacchiere

Tra la maggioranza e quella parte dell’opposizione che si è affrettata a criticare, c’è poca differenza, soprattutto se non sai distinguere nemmeno la Regione dal Ministero. Quando gli slogan non possono arrivare in Commissione, resta il nulla.

Leggo le note di alcuni colleghi consiglieri, ma soprattutto del Vicesindaco, esponente della Lega, e mi rendo conto che proprio non si sa di cosa si parla, la preoccupazione è di nuovo emersa durante la Commissione Sanità a cui ho partecipato come Capogruppo.

Partendo dal presupposto che siamo unanimamente d'accordo che si debba fare di tutto per far sì che i PPI non chiudano nelle ore notturne, ne ho sentite di tutti i colori e capisco che a nulla è servita la Commissione e il tentativo di fare chiarezza sulla questione.

Il Vicesindaco prepara un comunicato dove continua a parlare di “provvedimento regionale” su cui intervenire, e ancora non ha capito che la questione è da risolvere con il Ministero della Sanità ed il relativo “Decreto Ministeriale 70/2015” che dispone la chiusura parziale dei ppi. L'organo deputato alla sua modifica è il Ministero della Sanità e non la Regione Lazio. 

Il documento che l'Amministrazione voleva presentare in Commissione è stato sonoramente bocciato perché totalmente errato in quanto rivolto, appunto, alla Regione che (senza ovviamente competenza) dovrebbe modificare il Decreto. Basi giuridiche ne abbiamo? 

Premessa la volontà comune di tutelare la struttura esistente, è evidente però, come emerso anche dagli operatori e medici presenti alla Commissione, che l'offerta sanitaria di Cisterna non basta e non basterà neanche se il PPI rimarrà aperto nelle ore notturne.

Come possono alcuni consiglieri e Assessori limitarsi a dire “lascia stare la Casa della Salute e pensiamo ad accontentarci”? E non parliamo solo dei consiglieri di maggioranza, ma anche di opposizione.

Molto significativa, a livello propagandistico, la raccolta firme e ora sono quasi tutti d’accordo che bisogna manifestare, perfino “con le tende”, davanti al PPI, per risolvere la questione. Peccato che quando si arriva ad un tavolo per trovare una soluzione, non ce l’hanno, perché devono ancora capire a chi devono scrivere.

Perché quest’amministrazione, in carica dal 2018, non si preoccupa  di rimettere in bilancio il milione e mezzo stanziato nel 2008 per la Casa della Salute? Non si è mai investito sulla Sanità, poi invochiamo barricate propagandistiche cercando i colpevoli per la propria incapacità.

Negli ultimi 20 anni di guida della destra a Cisterna non si contano nemmeno più i danni, a cominciare da questo lassismo sulla Sanità, di cui gli unici colpevoli sono proprio loro. Compresi i consiglieri oggi all’opposizione che puntano il dito a mezzo stampa. Chi era consigliere nel 2008 e nel 2009 continua a dire di non perdere tempo con la Casa della Salute. Ormai è andata, i soldi non ci sono più.

Non dobbiamo accontentarci della non chiusura dei PPI, ma dobbiamo iniziare a progettare e a chiedere una aumento della proposta sanitaria, per noi e i nostri figli. La Casa della Salute è un ottimo inizio, si può investire, basta esserne “capaci”. 

Insieme ai Consiglieri Innamorato e Melchionna continueremo a perorare questa causa, il resto sono solo chiacchiere sterili e becera propaganda. Quando si tratta di buttar giù un documento, il risultato è imbarazzante.

Potrei consigliare all’attuale amministrazione, che spende tanto per il proprio staff, di inserirci dei consulenti capaci, che le diano un effettivo supporto.

 

Il Consigliere Andrea Santilli

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